Iran: attentato all’Ambasciata dell’Azerbaigian

Un funzionario è stato ucciso e due guardie ferite a seguito di un attentato compiuti da un uomo che, armato di un Kalashnikov, ha preso d'assalto l'ambasciata dell'Azerbaigian nella capitale iraniana.

Il portavoce del ministero degli Esteri azero, Ayxan Hacizada, ha dichiarato che tutta la responsabilità dell'attacco spetta all'Iran poiché la recente campagna anti-azera nei media iraniani ha inasprito la situazione.

L'Iran, che confina a nord con l’Azerbaigian, ospita milioni di persone di etnia azera ed ha a più volte accusato il governo di Baku di alimentare il sentimento separatista nella sua regione. Le relazioni tra Baku e Teheran sono storicamente tese poiché l'Azerbaigian è uno stretto alleato della Turchia, storica rivale dell'Iran.

La situazione è stata ulteriormente appesantita dalla crescente collaborazione militare dell’Azerbaigian con Israele mentre l’Iran che teme che Tel Aviv possa utilizzare il territorio azero per sferrare un attacco.

L’episodio di ieri è avvenuto sullo sfondo di un contesto ben più ampio che, oltre alle parti menzionate, coinvolge scenari globali maggiori con evidenti ripercussioni sulla situazione interna dell’Iran, sul conflitto azero-armeno e sugli equilibri geopolitici dell’area.


(Fonte immagine: aljazeera)

Operazione militare USA: morto il principale leader dello Stato Islamico in Somalia

Il segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin ha comunicato che, a seguito di un’operazione militare nel nord della Somalia, è stato ucciso Bilal al-Sudani, un leader dello Stato Islamico e facilitatore chiave per la rete globale dell'ISIS.

Austin ha aggiunto che Al-Sudani è stato il promotore della massiva presenza dell'ISIS in Africa e del finanziamento delle operazioni del gruppo in tutto il mondo ed in particolare in Afghanistan.

Nel 2012, al-Sudani è stato sanzionato dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti per il suo ruolo nel facilitare il finanziamento dei combattenti stranieri per recarsi in un campo di addestramento al-Shabab.



(Fonte immagine: express.co)

Spagna: assalto in chiesa

Attimi di terrore ad Algeciras, in Spagna, dove un uomo ha ucciso una persona e ne ha ferite altre quattro dopo aver fatto irruzione in due chiese nel pomeriggio di ieri.

Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, un uomo è entrato in chiesa ed ha cominciato a scagliare a terra con il machete immagini religiose, crocifissi e candele, salendo fino all'altare. Il sacrestano ha cercato di fermarlo ma è stato aggredito.

Il primo attacco con il coltello è avvenuto all'interno della chiesa. Il parroco è fuggito in strada chiedendo aiuto ed è stato di nuovo colpito, questa volta mortalmente, in piazza.

L'aggressore proveniva da un’altra chiesa dove, dopo aver gridato «Per Allah, Per Allah», aveva aggredito un salesiano che in quel momento stava celebrando la messa.

L’uomo, che indossava una djellaba, tradizionale tunica tipica del Maghreb, è un marocchino di 25 anni e non aveva precedenti.

Le indagini sono ancora in corso ed è verosimile l’azione di un “lupo solitario” con matrice islamista.

Burkina Faso: la “frontiera” jihadista

Permane lo stato di emergenza nel sempre più flagellato Burkina Faso.

La sovrapposizione dei gruppi jihadisti a quelli criminali si evidenzia in una ripetuta serie di attacchi mortali.

Almeno 18 persone, tra cui 16 guardie di sicurezza, sono state uccise in due attacchi jihadisti nel Burkina Faso settentrionale e nordoccidentale.

Uno dei paesi più poveri del mondo, il Burkina, sta affrontando la violenza dei gruppi armati legati ad Al-Qaeda e all'ISIS che sono entrati nel territorio dal vicino Mali nel 2015.

Questi due gruppi hanno ucciso migliaia di persone e sfollato quasi 2 milioni di cittadini.

L'incapacità del governo di fermare gli attacchi ha portato a due colpi di stato nel 2022, con ogni leader militare che ha promesso di dare priorità alla sicurezza. Tuttavia, gli attacchi continuano e gruppi armati isolano intere regioni. Le regioni orientali e del Sahel del Paese sono state le più colpite, con le città assediate dai ribelli che impediscono la libera circolazione dei civili.

I labili confini del Paese con Mali e Niger, così come le limitate capacità delle  forze di sicurezza, rendono la regione molto instabile e incoraggiano attacchi continui, soprattutto nelle regioni in stato di emergenza. I militanti tendono a prendere di mira le strutture di sicurezza e le pattuglie situate nelle aree periferiche vicino ai confini, sebbene siano aumentati anche gli attacchi ai civili.


(Fonte immagine: Google Earth)

Harardhere: la caduta di al-Shabaab?

Le forze guidate dal governo della Somalia, nei giorni scorsi, hanno catturato una roccaforte di al-Shabaab sull'Oceano Indiano.

Harardhere è stata una base importante per i pirati che dirottavano le navi mercantili fino al 2011. In seguito la roccaforte è stata rilevata da al-Shabaab, che si è opposto per la prima volta al governo nel 2007 ancor prima di aderire ad al-Qaeda.

Al-Shabaab ha risposto alla pressione militare con una serie di attacchi di alto profilo nella capitale Mogadiscio e in altre città: questo mese le autobombe hanno ucciso almeno 35 persone.

Ieri i combattenti di al-Shabaab hanno preso d'assalto una base militare che il governo aveva riconquistato l'anno scorso nella Somalia centrale, a circa 60 km a Nord di Mogadiscio, uccidendo almeno sette soldati tra cui il comandante della base.

La Somalia è caratterizzata da una forte instabilità e al-Shabaab costituisce la principale minaccia. Dal 2007, il gruppo jihadista si è impegnato in una violenta campagna contro il governo somalo e le forze internazionali che lo supportano, causando migliaia di vittime.



(Fonte immagine: theguardian)