Ogni 11 settembre l'Occidente si chiede se al-Qaeda o lo Stato islamico abbiano ancora la forza di ripetere quel giorno. È la domanda sbagliata. La domanda vera è un'altra: in venticinque anni cosa abbiamo imparato noi? Guardando la direzione presa dal mondo occidentale la risposta onesta è poco o nulla. La rete jihadista oggi non è più forte per capacità militare né per logistica. È più forte perché ha smesso di dover attaccare dall'esterno.
Chi rivendica l'eredità
Per il 25° Al-Bayan, storico marchio mediatico dello Stato islamico attivo dal 2014, ha pubblicato un testo dal titolo "Le razzie dell'11 settembre... le loro dimensioni, cause e obiettivi", che celebra l'attacco come evento fondativo per l'intera comunità islamica. Un passaggio del testo distingue quello che definisce il "metodo qaidista" di mobilitazione forzata della comunità islamica, da un approccio diverso, sostenendo che un'organizzazione non debba porsi come sostituto della comunità stessa ma come sua avanguardia, perché gli obiettivi finali del progetto sarebbero più grandi di quanto una singola organizzazione possa da sola realizzare.
Il vero campo di battaglia non è più lì fuori
Non serve più un campo di addestramento in Afghanistan. Serve un algoritmo che funziona. Un monitoraggio dell'Institute for Strategic Dialogue descrive da anni un ecosistema social in cui ogni 11 settembre reti pro-jihadiste trasformano l'anniversario in un rituale di meme e contenuti virali per un pubblico giovane, occidentale, già online. Le autorità europee parlano ormai di ragazzini radicalizzati senza alcun contatto con un'organizzazione. L'FBI stima al-Qaeda e Stato islamico in crescita numerica nel mondo. Il Dipartimento della Sicurezza Interna americana avverte che i terroristi sperimentano già l'intelligenza artificiale per produrre propaganda più veloce e più difficile da individuare.
La lezione mancata
Se l'11 settembre doveva insegnarci qualcosa sulla vulnerabilità delle società aperte quella lezione non è stata imparata. Abbiamo blindato gli aeroporti con metal detector e controlli biometrici e lasciato aperti i nostri spazi digitali. Non è un'invasione dall'esterno. È una permeazione dall'interno, lenta e silenziosa.
Venticinque anni fa il nemico bussava alla porta con quattro aerei. Oggi è già dentro casa, seduto allo stesso tavolo del dibattito pubblico occidentale e aspetta solo che continuiamo a non accorgercene.
Quel giorno, per me, fu anche altro. Fu il giorno in cui decisi cosa avrei fatto della mia vita e scelsi di dare il mio contributo al contrasto del terrorismo. Non so se sia servito. So che rifarei la stessa scelta.
Immagine di copertina generata con intelligenza artificiale.
Fonti
- Al-Bayan, Le razzie dell'11 settembre... le loro dimensioni, cause e obiettivi.
- Institute for Strategic Dialogue, Meming 9/11: A new generation of Salafi-jihadists terrorposting the September 11 attacks: https://www.isdglobal.org/digital-dispatch/meming-9-11-a-new-generation-of-salafi-jihadists-terrorposting-the-september-11-attacks/
- ABC News, Federal bulletin issued ahead of 9/11 anniversary warns foreign terrorist groups continue to encourage attacks, 11 settembre 2026.
