Ai Mondiali 2026 è successo un episodio che in pochi hanno notato davvero. Mentre ogni bandiera nazionale viene distesa a terra come da copione prima del fischio d'inizio di ogni partita, quella dell'Arabia Saudita resta sospesa, sorretta a mano. Nessun comunicato né polemica ufficiale. Una scelta interna della delegazione saudita, motivata dalla presenza della shahada sul vessillo.
Di per sé una decisione che riguarda solo la propria bandiera non avrebbe nulla di problematico. Ogni delegazione è libera di gestire i propri simboli come crede. Il punto però è che questo episodio non nasce nel vuoto. Ha un precedente diretto e quello sì che merita attenzione.
Ai Mondiali 2002 l'Arabia Saudita non si limitò a tutelare la propria bandiera. Chiese e ottenne che la FIFA modificasse il pallone ufficiale del torneo, eliminando le bandiere nazionali stampate sulla superficie, comprese quelle di tutti gli altri paesi partecipanti. Una richiesta religiosa di un singolo stato che riscrisse una regola valida per l'intero torneo, per tutte le nazioni e per tutti i tifosi del pianeta.
È qui che la domanda diventa legittima e va posta senza ipocrisie. Se lo sport globale è davvero la vetrina più democratica e laica che abbiamo, lo spazio dove ogni bandiera, ogni fede e ogni colore scende in campo con lo stesso peso, perché alcune sensibilità religiose ottengono deroghe strutturali e altre no?
Nessuno, ad esmpio, ha mai chiesto alla FIFA di interrompere il calendario delle partite durante il Sabbath ebraico.
C'è un aspetto di questa vicenda che chi lavora ogni giorno sulla propaganda jihadista non può permettersi di ignorare. Episodi come questo, per quanto nati da una semplice gestione protocollare interna, diventano materiale prezioso per la narrativa jihadista online che li trasforma in prova di una vittoria simbolica sull'Occidente.
Il messaggio implicito che certi ambienti digitali sapranno costruire attorno a questa immagine è facilmente immaginabile: il nome di Allah viene rispettato anche dalle istituzioni più laiche e commerciali del pianeta, persino la FIFA si piega quando si tratta della fede vera.
È un meccanismo già visto, lo stesso che trasforma ogni gesto isolato, una bandiera non posata a terra o un calciatore che non esulta, in prova di superiorità religiosa da diffondere su canali Telegram e gruppi chiusi, in un'opera di propaganda che non ha bisogno di inventare nulla perché si limita a recuperare e ingigantire fatti reali, decontestualizzandoli dal loro perimetro originale.
È esattamente il meccanismo che ho descritto in Sporterror, dedicato al modo in cui i grandi eventi sportivi internazionali diventano non solo bersaglio ma anche cassa di risonanza per la propaganda jihadista.
Lì ho documentato come l'attore solitario radicalizzato online si nutra spesso esattamente di questo tipo di materiale: piccoli episodi reali, caricati di significato simbolico sproporzionato che alimentano la convinzione di appartenere a una comunità di fede vincente anche dove la realtà geopolitica racconta tutt'altro.
Il Mondiale, in questo senso, non è solo la più grande vetrina sportiva del pianeta, è anche un acceleratore involontario di narrative che la maggior parte degli spettatori non percepisce nemmeno, mentre online vengono già ritagliate, sottotitolate e rilanciate come prova di un'egemonia simbolica che nello sport, a differenza che nella propaganda, semplicemente non esiste.
Se lo sport vuole restare il luogo in cui tutte le identità giocano alla pari, allora deve avere il coraggio di dire la stessa cosa a tutti: o le regole valgono per ciascuno senza eccezioni o prima o poi qualcuno, da qualche parte nel mondo, continuerà a raccontare che una sola fede ha già vinto la partita prima ancora che inizi.
Per chi vuole approfondire le radici ideologiche della violenza jihadista e i suoi riflessi sullo sport globale:
📖 Sporterror — L'ideologia jihadista negli eventi sportivi

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Fonte immagine: tribuna.com
Fonti:
Wikipedia, Bandiera dell'Arabia Saudita: https://it.wikipedia.org/wiki/Bandiera_dell'Arabia_Saudita
Sulle Strade del Mondo, Bandiera saudita, significato e storia: https://sullestradedelmondo.it/bandiera-saudita-significato-e-storia/